Casa Museo

La casa di Giorgio de Chirico è situata a Roma al n° 31 di Piazza di Spagna. L’artista vi si stabilisce nel 1948 all’età di sessant’anni dopo una vita di spostamenti con soggiorni in diverse città Europee e una permanenza significativa a New York (1936-1938). Vivrà e lavorerà gli ultimi trent’anni della sua vita nell’appartamento-studio a tre piani, oggi visitabile come Casa-museo.

Notifica: la Casa Museo riaprirà il 20 novembre 2019. 

Informazioni pratiche

Sede: Piazza di Spagna 31, 00187 Roma, tel: + 39 06 679 6546

La visita è accompagnata e si svolge in lingua italiana o inglese.
Sono previsti tre turni ogni giorno al seguente orario: h 10:00 – 11:00 – 12:00
da martedì a sabato e la prima domenica del mese.

La prenotazione è obbligatoria

Costo del biglietto:
Intero: € 7,00
Ridotto: sotto 18 anni, sopra 65 anni: € 5,00
Gratuito: sotto 12 anni

Il pagamento dei biglietti avverrà presso la Casa-museo il giorno stesso della visita

Attenzione: Il numero massimo consentito è di 10 persone per turno. Nel caso in cui il numero di partecipanti fosse superiore a quello consentito, vi preghiamo di scrivere un’email all’indirizzo di posta elettronica prenotazione@fondazionedechirico.org.

Storia della casa

“Dicono che Roma sia il centro del mondo e che piazza di Spagna sia il centro di Roma, io e mia moglie, quindi si abiterebbe nel centro del centro del mondo, quello che sarebbe il colmo in fatto di centrabilità ed il colmo in fatto di antieccentricità.”

Giorgio de Chirico
Memorie della mia vita, 1945

L’appartamento è costituito dalla parte abitativa, lo studio del Maestro e un’ampia terrazza all’ultimo dei tre piani superiori del seicentesco Palazzetto dei Borgognoni nel centro di Roma. De Chirico ha vissuto qui gli ultimi trent’anni della sua vita, insieme con la seconda moglie Isabella Pakzswer Far che continuò ad abitarvi fino al 1990, anno della sua scomparsa.

Arrivato a Roma nel 1944, dopo un lungo girovagare tra diverse città Europee e un soggiorno importante a New York, de Chirico risiede definitivamente nella casa di Piazza di Spagna dal 1948, all’età di sessant’anni. L’abitazione, collocata in una posizione “strategica”, nel cuore di quello che fu considerato il centro culturale e artistico della città fin dal Seicento – con gli ateliers di Via Margutta e Via del Babuino, le gallerie, lo storico Caffè Greco in Via Condotti, nonché l’affascinante scenario di Trinità dei Monti e di Villa Medici –, rappresentò per l’artista maturo il luogo ideale dove stabilirsi e continuare a lavorare.

Grazie al lascito di Isabella Far, la Casa Museo di Giorgio de Chirico è attualmente accessibile al pubblico. Inaugurata il 20 novembre 1998, anniversario ventennale della scomparsa dell’artista, essa offre un’occasione unica di avvicinarsi al mondo privato e quotidiano di de Chirico, nonché di accedere al suo originale immaginario artistico, in un sorprendente e suggestivo intreccio tra arte e vita.

Il restauro degli ambienti e degli arredi, di tipico gusto anni Cinquanta, ove è stato possibile furono eseguiti con rigore filologico, secondo foto d’epoca e testimonianze storiche. I sontuosi ambienti del piano principale ci immergono in una visione rubensiana di grandi saloni di stile seicentesco, con un cospicuo numero di opere, alcune in preziose cornici dorate, tende damascate color rosso (rifatte in base a quelle originali), argenti, putti in legno, tavolini di marmo e poltroncine stile Luigi XVI. Concepita così come una suntuosa living gallery, questa rappresentò la parte più vitale della casa, vivace luogo di incontri e ricevimenti. Dipinti e sculture sono esposti secondo il progetto espositivo della Fondazione con l’obiettivo di far conoscere al pubblico i diversi soggetti e temi elaborato dal Maestro, conducendoci lungo un percorso affascinante: dalla selezione di opere degli anni ’40 e ’50 – tra le quali alcuni mirabili d’apres dai Grandi Maestri, ritratti di Isabella e autoritratti – passando per il particolare corpus delle “Vite silenti” esposte nella sala da pranzo, fino alla produzione pittorica degli ultimi dieci anni della sua carriera, il periodo cosiddetto “Neometafisico”, visibile nella parte nuova della casa acquistata verso la fine degli anni Sessanta. Infine, le sculture in bronzo, poi dorato o argentato, come presenze silenziose disseminate nei vari ambienti, raccontano i miti classici reinterpretati secondo l’immaginario dechirichiano o i personaggi della sua personale mitografia.

Salendo le scale che conducono al secondo piano, ci introduciamo negli ambienti più intimi della casa, le stanze da letto e lo studio dell’artista. Quest’ultimo, ricostituito nel modo più vicino possibile a quello esistente quando ci lavorava de Chirico (nonostante alcune modifiche operate successivamente dalla vedova del Maestro), rappresenta senza dubbio il luogo più suggestivo: la luce che filtra dall’ampio lucernario del soffitto si posa sul cavalletto del Pictor Optimus e sui numerosi oggetti del mestiere – pennelli, colori, cornici, e la tavolozza usato dal Maestro – lasciati lì come pronti per il prossimo lavoro. Diversi modelli in gesso di statue antiche, gladiatori e cavalli, sovrastano la biblioteca personale dell’artista, ricca di preziose monografie – da Watteau a Courbet, Delacroix, Rubens e molti altri.

Un’ampia terrazza (con accesso limitato al pubblico) costituisce l’ultimo piano della casa, il luogo dove de Chirico amava sostare a diversi momenti del giorno per ammirare lo spettacolo di Roma e della natura.

Infine, negli ambienti in cui attualmente sono presenti gli uffici della Fondazione – un tempo la cucina di casa de Chirico – è presente la Biblioteca costituita da numerose edizioni degli scritti dell’artista, cataloghi di mostre monografiche e collettive, saggi e monografie.